Idee e proposte per la nuova destra

di Giuseppe Farese

Il bollettino è in continua evoluzione e quotidianamente si aggiorna con il nome di un senatore o di un deputato che abbandona il gruppo di Futuro e Libertà. Ha iniziato il senatore Menardi seguito da Pontone e Viespoli e dai deputati Rosso e Barbareschi. Quest’ultimo ha lasciato Futuro e Libertà dopo un lungo periodo di indecisione culminato poi nell’adesione al gruppo misto alla Camera. Ma continuano a susseguirsi le voci che danno altri parlamentari in uscita da Futuro e Libertà. E’ un momento molto duro per il neonato partito. Il peggiore da quando, sul finire dell’estate, a Mirabello, Fini ha delineato il progetto del nuovo partito. Nelle ultime ore poi altre notizie contribuiscono a rendere la situazione difficile. “Il Secolo d’Italia”si appresta a cambiare linea politica e ad entrare nella sfera di influenza del Pdl. Tutto ciò in seguito ai nuovi equilibri formatisi in seno al consiglio di amministrazione del giornale; accanto ad Enzo Raisi ci saranno quattro consiglieri di area Pdl nominati dalla Fondazione che gestisce i beni dell’ex An. “Il Secolo d’Italia” rischia di diventare in breve tempo “l’house organ” del Pdl. Ci mancherà un giornale che è diventato una palestra di idee, un luogo dove alcuni temi cari alla destra(legalità,partecipazione,merito)trovano la giusta risonanza. Ci mancherà il “Paginone” culturale del Secolo dove si infrangono alcuni steccati culturali,sdoganando e riscoprendo autori ritenuti distanti dal comune pensare della destra italiana. E’ una grande perdita culturale e politica quella del “Secolo d’Italia” di gran lunga superiore a quella dei transfughi che hanno deciso di far ritorno nel Pdl. La loro fuoriuscita contribuisce, infatti, a rendere Futuro e Libertà libero da zavorre che ne avrebbero appesantito il cammino. Il nuovo partito deve cercare la propria legittimazione tra gli elettori e non tra gli eletti e trarre forza dalla base aumentando il numero degli iscritti. Per poi rafforzarsi nelle urne già nella sfida elettorale amministrativa di primavera. Futuro e Libertà deve evitare di farsi prendere da sindrome di accerchiamento o da un infruttuoso vittimismo; rispondendo agli attacchi esterni senza isteria ma con la serenità di chi ha lanciato un progetto a lunga scadenza fatto di programmi e idee per l’Italia che verrà. In tema di idee la prima occasione da cogliere è strettamente legata alle celebrazioni per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. Lunedì scorso, sulle colonne del “Corriere della Sera”, Andrea Carandini ed Ernesto Galli della Loggia hanno lanciato la proposta di istituire un Museo della storia d’Italia. Un museo fortemente identitario dove ognuno possa trovare le radici italiane attraverso le molteplici forme di vita storica,artistica e culturale che il nostro Paese ha generato e ospitato. Sarebbe auspicabile che Futuro e Libertà si facesse promotrice,politicamente, di questa proposta; significherebbe celebrare concretamente l’anniversario dell’Unità d’Italia. La seconda idea attiene al programma politico per l’Italia del domani. Futuro e Libertà deve riprendere il tema della “Big Society”che il governo inglese,guidato da David Cameron, ha lanciato fin dal suo insediamento. Si tratta di dare maggiore autonomia all’associazionismo spontaneo, al volontariato con una devoluzione di poteri dallo Stato alla società intesa come gruppi di cittadini. In alcuni casi la società può supportare o addirittura sostituire lo Stato nella cura degli interessi delle comunità territoriali e contemporaneamente lanciare proposte per una migliore destinazione dei finanziamenti pubblici. E’ un tema che và ampliato e approfondito per essere poi calato nella specificità della realtà italiana. Futuro e Libertà deve ricostruire la destra con idee e proposte lasciando agli altri polemiche,campagne diffamatorie e festicciole notturne.

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