Elogio de La7 e privatizzazione della Rai

di Giuseppe Farese

La novità politica del 2011 è sicuramente la nascita di Futuro e Libertà, la formazione politica ideata e guidata da Gianfranco Fini. Accanto al nuovo partito si aggregano altre forze politiche per dar vita al cosiddetto “Terzo Polo”. Un’alleanza che va da Fli all’Udc di Casini, dagli autonomisti di Lombardo ai repubblicani di La Malfa. Mentre il Nuovo Polo per l’Italia vede la luce, sembra utile soffermarsi, con un parallelismo, sulla qualità del prodotto offerto dal terzo polo televisivo. Così come Fini e Casini hanno affermato la loro distanza dalla politica urlata ed evanescente di Pd e Pdl, così La7 propone un modello di televisione lontano e distinto dalle due ammiraglie Rai e Mediaset. La rete televisiva edita da Telecom Italia Media ha incentrato la propria offerta sull’approfondimento giornalistico di qualità e non fazioso e sull’intrattenimento mai volgare. Ha affidato la direzione del tg La7 ad Enrico Mentana che ha caratterizzato il tg delle 20 con ritmo e imparzialità. Mentana concede largo spazio alle notizie politiche con la frequente presenza in studio di un protagonista politico a commentare i fatti del giorno. L’arrivo dell’anchorman ha dato vitalità alla rete con forti progressi in termini di share. Niente a che vedere con il tg1 filo-governativo e un po’ frivolo di Minzolini. Precisa e netta è la scelta de La7 anche sul resto della programmazione; niente reality, niente spettacoli trash in stile Barbara D’Urso, niente salotti filo-berlusconiani tipo “Kalispera” dell’onnipresente Alfonso Signorini. Al contrario forte impulso all’approfondimento di qualità con “Otto e mezzo”, “Niente di personale”, “Exit”,”L’Infedele”, e le “Invasioni Barbariche”; ma anche all’intrattenimento mai volgare con “Victor Victoria” della Cabello e Crozza Alive di Maurizio Crozza. Per una rete che può contare su una squadra di giornalisti di tutto rispetto; ad Enrico Mentana si affiancano Lilli Gruber,Antonello Piroso, Gad Lerner, Ilaria D’Amico e Daria Bignardi. Su La7 è possibile trovare del buon cinema con una scelta che spesso ricade su grandi capolavori del passato che è sempre gradevole rivedere(di recente è stato riproposto “Il Sorpasso”). Tutto ciò mentre in questi giorni le reti Rai ripetono, spasmodicamente, agli abbonati l’invito a rinnovare l’abbonamento della tv.Un canone, per giunta salato, che molti italiani pagano turandosi il naso, data la mediocre qualità del prodotto televisivo offerto dalla Rai. E allora è giusto dare il pieno sostegno alla proposta di privatizzazione della Rai avanzata da Fli per bocca dell’onorevole Della Vedova. Per sganciare definitivamente la tv di stato dall’influenza dei partiti e quindi ridare valore al merito e al prodotto televisivo di qualità. Promuovendo le tante professionalità presenti in Rai, spesso mortificate per fare spazio al raccomandato di turno. Per un’informazione libera, imparziale, sempre presente sui fatti e un intrattenimento non condizionato dalla politica dei format già confezionati dalle case produttrici televisive. Una Rai piu’ attenta alla cultura e alle tradizioni dei territori nel solco di un federalismo che sia anche televisivo. Con una forte attenzione agli eventi sportivi in genere e non solo a quelli di natura calcistica. Tutto ciò per ridare alla Rai il posto che le spetta nel panorama televisivo italiano e internazionale nel solco di una tradizione fatta di successi e di programmi di qualità.

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