Archivio di febbraio 2011

Idee e proposte per la nuova destra

di Giuseppe Farese

Il bollettino è in continua evoluzione e quotidianamente si aggiorna con il nome di un senatore o di un deputato che abbandona il gruppo di Futuro e Libertà. Ha iniziato il senatore Menardi seguito da Pontone e Viespoli e dai deputati Rosso e Barbareschi. Quest’ultimo ha lasciato Futuro e Libertà dopo un lungo periodo di indecisione culminato poi nell’adesione al gruppo misto alla Camera. Ma continuano a susseguirsi le voci che danno altri parlamentari in uscita da Futuro e Libertà. E’ un momento molto duro per il neonato partito. Il peggiore da quando, sul finire dell’estate, a Mirabello, Fini ha delineato il progetto del nuovo partito. Nelle ultime ore poi altre notizie contribuiscono a rendere la situazione difficile. “Il Secolo d’Italia”si appresta a cambiare linea politica e ad entrare nella sfera di influenza del Pdl. Tutto ciò in seguito ai nuovi equilibri formatisi in seno al consiglio di amministrazione del giornale; accanto ad Enzo Raisi ci saranno quattro consiglieri di area Pdl nominati dalla Fondazione che gestisce i beni dell’ex An. “Il Secolo d’Italia” rischia di diventare in breve tempo “l’house organ” del Pdl. Ci mancherà un giornale che è diventato una palestra di idee, un luogo dove alcuni temi cari alla destra(legalità,partecipazione,merito)trovano la giusta risonanza. Ci mancherà il “Paginone” culturale del Secolo dove si infrangono alcuni steccati culturali,sdoganando e riscoprendo autori ritenuti distanti dal comune pensare della destra italiana. E’ una grande perdita culturale e politica quella del “Secolo d’Italia” di gran lunga superiore a quella dei transfughi che hanno deciso di far ritorno nel Pdl. La loro fuoriuscita contribuisce, infatti, a rendere Futuro e Libertà libero da zavorre che ne avrebbero appesantito il cammino. Il nuovo partito deve cercare la propria legittimazione tra gli elettori e non tra gli eletti e trarre forza dalla base aumentando il numero degli iscritti. Per poi rafforzarsi nelle urne già nella sfida elettorale amministrativa di primavera. Futuro e Libertà deve evitare di farsi prendere da sindrome di accerchiamento o da un infruttuoso vittimismo; rispondendo agli attacchi esterni senza isteria ma con la serenità di chi ha lanciato un progetto a lunga scadenza fatto di programmi e idee per l’Italia che verrà. In tema di idee la prima occasione da cogliere è strettamente legata alle celebrazioni per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia. Lunedì scorso, sulle colonne del “Corriere della Sera”, Andrea Carandini ed Ernesto Galli della Loggia hanno lanciato la proposta di istituire un Museo della storia d’Italia. Un museo fortemente identitario dove ognuno possa trovare le radici italiane attraverso le molteplici forme di vita storica,artistica e culturale che il nostro Paese ha generato e ospitato. Sarebbe auspicabile che Futuro e Libertà si facesse promotrice,politicamente, di questa proposta; significherebbe celebrare concretamente l’anniversario dell’Unità d’Italia. La seconda idea attiene al programma politico per l’Italia del domani. Futuro e Libertà deve riprendere il tema della “Big Society”che il governo inglese,guidato da David Cameron, ha lanciato fin dal suo insediamento. Si tratta di dare maggiore autonomia all’associazionismo spontaneo, al volontariato con una devoluzione di poteri dallo Stato alla società intesa come gruppi di cittadini. In alcuni casi la società può supportare o addirittura sostituire lo Stato nella cura degli interessi delle comunità territoriali e contemporaneamente lanciare proposte per una migliore destinazione dei finanziamenti pubblici. E’ un tema che và ampliato e approfondito per essere poi calato nella specificità della realtà italiana. Futuro e Libertà deve ricostruire la destra con idee e proposte lasciando agli altri polemiche,campagne diffamatorie e festicciole notturne.

RAI DUE CHIAMA, RAI TRE RISPONDE.DOPO LA VITA DEGLI ALTRI VA IN ONDA SU RAI TRE LA CADUTA, FILM ISPIRATO AGLI ULTIMI GIORNI DI VITA DEL FüHRER

di Ugo Maria Chirico

Ieri sera su Rai tre è andato in onda il Film “LA Caduta” , film del 2004, diretto da Oliver Hirschbiegel, in cui il Dittatore, ormai fuori controllo, rifiuterà ogni trattativa nonché qualsiasi ipotesi di resa, nell’intento di trascinare nel baratro in cui egli stesso intende precipitare, sia il paese che l’intero popolo tedesco, già provato da quasi sei anni di guerra.

Il film viene introdotto e chiosato dalla ex segretaria di Hitler Traudl Junge, al servizio del Führer dal novembre del 1942, la quale, dopo la fine della guerra, non fu sottoposta ad alcun genere di pena in quanto classificata “collaboratrice giovanile”.

Nel film si notano le suppliche dei generali più inflessibili del regime nazista e lo stupore di Hitler, al quale alcuni cominciano a disobbedire.

Ogni riferimento a fatti o persone non è casuale. Rai tre ha preferito rispondere al taglio della messa in onda de “Il Caimano”, previsto nella trasmissione “Parla con Me”, della Dandini e Vergassola, con La Caduta.

In più, se Silvio Berlusconi ha osato definire l’Italia di oggi, come la ex DDR comunista, ove la STASI origliava la vita degli altri, Rai tre ha riposto ricordandogli che la ex Germania nazista ha avuto un leader popolare forte ed indiscusso, dittatore unico, capace di portare al sucidio un’intera nazione pur di non arrendersi ed ammettere le proprie colpe. Non vorremmo che ciò accada e siamo sicuri che non possa accadere, nonostante il Premier cominci a dare segni di squilibrio.

« Già domani milioni di persone mi malediranno, ma è questo che ha voluto il destino. »

ERAVAMO 4 AMICI AL BAR…

di Ugo Maria Chirico


Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo, sono le parole della famosa canzone di Gino Paoli. Sembra passata un’eternità da quel primo aprile 2010, allorquando naque Generazione Italia, dalla geniale intuizione del Presidente Gianfranco Fini.

Nemmeno un anno, ma tanta strada è stata percorsa, nonstante qualcuno ci schernisse dicendo che dalla direzione nazionale del 21 aprile 2010 eera chiaro che Fini era rimasto con quattro gatti. E invece , parafrasando la canzone di Gino Paoli, non impoerta se siamo 4 o 4 milioni, ciò che importa è che quegli amici si sono incontrati per cambiare il modno e per moltiplicarsi a dismisura.

Oggi, dopo il percorso che da Generazione Italia ci ha portato a costituire Futuro e liberta per l’Italia, possiamo ritenerci soddisfatti. Molto è stato fatto, ma molto ancora resta da fare per raggiungere gli obiettivi di cambiamento che ci siamo posti.

L’entusiamo è a mille. L’Assemblea costituente ha sancito la nascita di un partito con dei valori condivisi da una base solida e compatta, che non ama assistere a scenate e divisioni della classe dirigente.

Solo sudore e sacrifici per chi decide di seguirci, nessuna stelletta, né incarico, ma solo duro lavoro.

E chi non la pensa come noi, poco male. Gli resta sempre il PDL…

Napoli Futura con Roberto Saviano…presente!

Verso il congresso con molti se e troppe contraddizioni

di Salvatore Annunziata

Si avvicina il congresso di Milano e nonostante le sbandierate tesi di un partito nuovo, aperto, democratico, plurale etc etc ad oggi non si sa ancora cosa si andrà a votare. Certo ci sono rumors che se confermati sarebbero davvero antipatici e poco rispondenti alle qualità sopramenzionate. Qualcuno mi dice che una bozza di Statuto è già bella e pronta ( ma non dovevamo scriverlo insieme?), altri assicurano che si voterà per una Assemblea del partito già precostituita e con voto per acclamazione ( ma non eravamo quelli della meritocrazia?).
Fli è una scommessa in cui credo, Fli può essere la nuova vera destra italiana e Europea ma può anche dimostrarsi un fallimento. Sarà la prima se accetterà le sfide della modernità, del merito, del confronto, della democrazia, del pluralismo ponendosi in Italia come partito speculare al nuovo partito conservatore Inglese guidato da Cameron che in questi giorni a Monaco ha mostrato al mondo intero cosa significa essere una
destra moderna affrontando il tema del multiculturalismo; ma potrà essere anche il secondo se predica diversità verso il partito di plastica, il partito azienda e poi nei fatti ne diventa la copia sbiadita nel momento in cui detta le sue regole interne.
Forse mi sto sbagliando, forse è una mia visione distorta, ma votare per acclamazione una lista bloccata decisa chi sa da chi e con quali regole non è certo un buon inizio.
Mi auguro di sbagliare e nonostante tutto parteciperò alla nascita di questo partito che è il mio partito, la mia casa e lo farò con tutto l’amore che ho.
Nonostante i tanti se, nonostante le troppe contraddizioni.
Inizia un viaggio che dovrà portarci verso una destra nuova, moderna, plurale, multiculturale e spero davvero meritocratica.
Tutti a Milano!

UN SALVATAGGIO DISPERATO: LE LEGGI AD PERSONAM SI ESTENDONO DAL PREMIER ALLA BANDA DELLA CAMPANIA

di Ugo Maria Chirico

Il pericolo, quasi certo, di andare ad elezioni tra breve, unito alla smania di potere sempre più grande, hanno spinto un oscuro deputato del PDL campano a presentare un emendamento al milleproroghe sulla ineleggibilità per i Presidenti delle Province, rispetto al mandato di Parlamentare.
Un emendamento da infilare nel cosiddetto decreto “Milleproroghe” , oramai diventato un minestrone buono per tutte le stagioni e soprattutto, utile a salvare il futuro elettorale e l’immunità di Luigi Cesaro, Edmondo Cirielli, Cosimo Sibilia e Domenco Zinzi.
I primi tre presidenti del Pdl, sono a capo degli enti di Napoli, Salerno e Avellino; l’altro, alleato dell’Udc, guida il Palazzo provinciale di Caserta.
L’emendamento suona così: «In caso di scioglimento della Camera dei deputati, che ne anticipi la scadenza di oltre 365 giorni, le cause di ineleggibilità anzidette non hanno effetto».
Con la modifica i quattro presidenti eviterebbero le dimissioni dalle Province nel caso della caduta del governo.
Infatti, il vigente articolo 6 del Testo unico e articolo 2 della legge 16 maggio 1956, prevede che in caso di elezioni anticipate, i presidenti in questione dovrebbero prima dimettersi e poi eventualmente ripresentarsi alle politiche. Un rischio che comporterebbe la perdita dell’immunità parlamentare, che alcuni di loro, non possono permettersi.
FLI è da sempre contraria ai doppi, tripli e a volte anche quadripli incarichi e dunque non possiamo che contestare l’accaduto.
Così non si governa il Paese, né la Provincia, ma si rischia di fare male entrambe le cose.
E allora si facciano da parte e scelgano: o la Presidenza della Provincia o la poltrona di parlamentare.

Futuro e Libertà nasce anche per Napoli

di Filippo Sanna

NapoliLa prossima settimana si celebrerà a Milano il Congresso fondativo di Futuro e Libertà; questo è un passaggio molto importante per la vita politica del nostro paese, ma non solo. Infatti, questo è un momento estremamente importante anche per la nostra città, che nell’ultimo ventennio ha subito la mala gestione della cosa pubblica da parte delle amministrazioni di centrosinistra, e adesso rischia di ritrovarsi con amministrazioni di centrodestra egualmente inadeguate. Le recenti primarie del centrosinistra che hanno visto vincitore, “sulla carta”, Andrea Cozzolino, “Delfino “ e sodale di Bassolino, hanno dimostrato la pochezza d’idee del Partito Democratico che resta tutt’ora ostaggio delle politiche clientelari dell’ex Governatore campano. Da queste politiche clientelari non sembra immune il centrodestra campano, sempre troppo distratto dagli equilibri di potere, come dimostra il presunto coinvolgimento di quadri e dirigenti del PDL nel condizionamento delle primarie.
Questo è il motivo per il quale è importante la nascita di Futuro e Libertà, perché mentre da un lato e dall’altro si compete per l’ottenimento del potere, noi cerchiamo di creare un nuovo modello digovernance, basato sulla legalità, la trasparenza e la meritocrazia. Questi fino ad ora sono semplici principi ispiratori che dovranno diventare prassi all’interno del partito, diventando la bussola del lavoro nelle istituzioni di tutti coloro che verranno eletti sotto questo simbolo, dalla più piccola delle Municipalità sino ai più importanti palazzi del potere. Proprio questi principi possono essere il punto di svolta per salvare Napoli, dopo anni di operazioni opache e malgoverno. L’unico modo perché questo avvenga è condividere, condividere le soluzioni ai problemi con i cittadini, condividere le esperienze, condividere i valori e i principi, riducendo quell’enorme divario che si è creato tra i cittadini e la politica. Ecco Futuro e Libertà nasce anche per questo, nasce “per l’Italia”, ma anche per Napoli.

Pari Opportunità nel lavoro

di Raffaella Monte

Ho cercato, di recente, l’etimologia della parola Opportunità, essa recita
esattamente: parola composta derivante dal latino OB che vuol dire verso e
PORTU’NUM che è il vento che spinge la nave verso il porto. Bello ancora più
bello della parola che comunemente usiamo. Dovrebbero tutti poter andare verso
quel vento e portare finalmente la nave della propria vita in porto. Eppure
l’art. 3 della Costituzione mette tutti uguali davanti alla legge e tra l’altro
la lex 125 del 10/4/1991 è volta a promuovere azioni per le pari opportunità di
lavoro e di carriera fra uomo e donna.
A tal proposito l’ISTAT ci offre un elemento di riflessione; è il data di
“trend” che ci rileva che il contributo dell’occupazione femminile negli ultimi
dieci anni è stato dell’80%, è un dato migliorativo ma non soddisfacente.
Infatti il tasso di attività femminile rimane comunque più basso di quello
maschile e il gap è peraltro maggiore per le fasce di età superiori ai 35 anni
a mano a mano che ci si sposta al SUD.
E’ da rimarcare che l’incremento dell’occupazione è stato determinato
significativamente dall’aumento del lavoro temporaneo e del lavoro part-time,
che sono cresciuti entrambi del 26%, mentre il lavoro standard è cresciuto solo
dell’1%.
A fronte di una minore partecipazione al mercato del lavoro, le donne vantano
un livello di formazione più elevato. secondo l’indagine multiscopo dell’ISTAT,
le donne si laureano in maggior numero e con migliori risultati degli uomini.
In Italia si potrebbero aprire nuove vie per lo sviluppo dell’occupazione
femminile, ma le donne si trovano ancora in situazioni di segregazione
occupazionale sia orizzontale che verticale.
Nonostante un più alto tasso di scolarizzazione femminile rispetto agli uomini
e una pari formazione professionale, è ancora scarsa per le donne la
possibilità di fare carriera e raggiungere livelli salariali perlomeno
paritari.
Fenomeni di discriminazione professionale sono presenti, anche se in
percentuali e modalità differenziate, in pressochè tutti i settori.
E’ soprattutto nel terziario privato che si raggiungono i livelli maggiori di
discriminazione.
La probabilità statistica per una donna di conquistare le posizioni più alte è
fino a sette volte inferiore a quella di un uomo con gli stessi requisiti
professionali.
Come già detto lo sviluppo dell’occupazione, va attribuito soprattutto al
lavoro flessibile e atipico, e le buone opportunità di lavoro per le donne
sembrano essere date dal part-time, che le riguarda per l’80% dei casi.
Ma il part-time rappresenta anche uno dei limiti alla crescita professionale
poichè comporta l’indisponibilità a ritmi e tempi di lavoro generalmente
richiesti all’interno di un avanzamento professionale. Leggi il resto di questo articolo »

Elogio de La7 e privatizzazione della Rai

di Giuseppe Farese

La novità politica del 2011 è sicuramente la nascita di Futuro e Libertà, la formazione politica ideata e guidata da Gianfranco Fini. Accanto al nuovo partito si aggregano altre forze politiche per dar vita al cosiddetto “Terzo Polo”. Un’alleanza che va da Fli all’Udc di Casini, dagli autonomisti di Lombardo ai repubblicani di La Malfa. Mentre il Nuovo Polo per l’Italia vede la luce, sembra utile soffermarsi, con un parallelismo, sulla qualità del prodotto offerto dal terzo polo televisivo. Così come Fini e Casini hanno affermato la loro distanza dalla politica urlata ed evanescente di Pd e Pdl, così La7 propone un modello di televisione lontano e distinto dalle due ammiraglie Rai e Mediaset. La rete televisiva edita da Telecom Italia Media ha incentrato la propria offerta sull’approfondimento giornalistico di qualità e non fazioso e sull’intrattenimento mai volgare. Ha affidato la direzione del tg La7 ad Enrico Mentana che ha caratterizzato il tg delle 20 con ritmo e imparzialità. Mentana concede largo spazio alle notizie politiche con la frequente presenza in studio di un protagonista politico a commentare i fatti del giorno. L’arrivo dell’anchorman ha dato vitalità alla rete con forti progressi in termini di share. Niente a che vedere con il tg1 filo-governativo e un po’ frivolo di Minzolini. Precisa e netta è la scelta de La7 anche sul resto della programmazione; niente reality, niente spettacoli trash in stile Barbara D’Urso, niente salotti filo-berlusconiani tipo “Kalispera” dell’onnipresente Alfonso Signorini. Al contrario forte impulso all’approfondimento di qualità con “Otto e mezzo”, “Niente di personale”, “Exit”,”L’Infedele”, e le “Invasioni Barbariche”; ma anche all’intrattenimento mai volgare con “Victor Victoria” della Cabello e Crozza Alive di Maurizio Crozza. Per una rete che può contare su una squadra di giornalisti di tutto rispetto; ad Enrico Mentana si affiancano Lilli Gruber,Antonello Piroso, Gad Lerner, Ilaria D’Amico e Daria Bignardi. Su La7 è possibile trovare del buon cinema con una scelta che spesso ricade su grandi capolavori del passato che è sempre gradevole rivedere(di recente è stato riproposto “Il Sorpasso”). Tutto ciò mentre in questi giorni le reti Rai ripetono, spasmodicamente, agli abbonati l’invito a rinnovare l’abbonamento della tv.Un canone, per giunta salato, che molti italiani pagano turandosi il naso, data la mediocre qualità del prodotto televisivo offerto dalla Rai. E allora è giusto dare il pieno sostegno alla proposta di privatizzazione della Rai avanzata da Fli per bocca dell’onorevole Della Vedova. Per sganciare definitivamente la tv di stato dall’influenza dei partiti e quindi ridare valore al merito e al prodotto televisivo di qualità. Promuovendo le tante professionalità presenti in Rai, spesso mortificate per fare spazio al raccomandato di turno. Per un’informazione libera, imparziale, sempre presente sui fatti e un intrattenimento non condizionato dalla politica dei format già confezionati dalle case produttrici televisive. Una Rai piu’ attenta alla cultura e alle tradizioni dei territori nel solco di un federalismo che sia anche televisivo. Con una forte attenzione agli eventi sportivi in genere e non solo a quelli di natura calcistica. Tutto ciò per ridare alla Rai il posto che le spetta nel panorama televisivo italiano e internazionale nel solco di una tradizione fatta di successi e di programmi di qualità.

febbraio: 2011
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